News

PAGLIACCI di R. Leoncavallo e HISTOIRE DU SOLDAT di I. Stravinsky

L’HISTOIRE DU SOLDAT

Nel 1918 Stravinskij, emigrato in Svizzera a causa degli eventi legati alla prima guerra mondiale, lavora ad un’opera cameristica da “leggere, suonare e danzare”. Alla produzione partecipano alcuni amici del compositore, anch’essi trattenutisi nel Paese: lo scrittore Charles-Ferdinand Ramuz, il direttore d’orchestra Ernest Ansermet, l’attore Georges Pitoëff. Tutti gli artisti coinvolti, compreso lo stesso Stravinskij, versano in ristrettezze materiali; per questo motivo, il progetto viene creato pensando a una specie di teatrino ambulante animato da una compagnia teatrale ridotta all’essenziale e da una ristrettissima orchestra, del tutto originale nella sua moderna composizione timbrica. A finanziare questo “folle” progetto, come lo definisce lo stesso Stravinskij, è il mecenate e clarinettista dilettante Werner Reinhart, a cui è dedicata l’opera e il successivo arrangiamento strumentale per trio in forma di suite.
Nella musica, Stravinskij si avvale di elementi di varia provenienza: dal rag-time nordamericano al tango argentino, dalle fanfare svizzere al pasodoble spagnolo, dai corali e preludi bachiani al valzer viennese; tutti questi fattori così eterogenei sottolineano la volontà del compositore di raccontare una storia fuori dal tempo e dallo spazio, quasi a voler permettere a ciascuno di riconoscervi la propria, e si mescolano tra loro dando vita ad uno dei lavori più omogenei e più originali dell’artista. Infatti, la storia – tratta dalla raccolta di fiabe di Aleksandr Afanas’ev – è semplice: un soldato che marcia verso casa durante il congedo militare, in compagnia unicamente del suo amato violino, incontra il Diavolo. Questi, bramoso di possedere l’essenza delle anime pure, riesce a farsi vendere lo strumento in cambio di un libro magico capace di realizzare tutti i desideri materiali di chi lo legge. L’ingenuo soldato, dapprima conquistato dai frutti di tale dono, capisce troppo tardi di aver ceduto con il violino tutto ciò che costituiva l’unico e vero senso della sua esistenza, rendendosi conto così di essersi appesantito per aver sostituito a esso soltanto inutili, grandi ricchezze. Pentito, ma ormai macchiato nell’animo, continuerà a marciare alla ricerca della sua felicità, scoprendo così la perenne antitesi umana tra l’avere ciò che si ha e ciò che si aveva, di essere ciò che si è e ciò che si era. Si tratta, insomma, dell’eterno motivo faustiano dell’uomo che, mosso dai fili delle forze oscure che lo sovrastano, rinuncia alla sua anima per il possesso di beni materiali e la conoscenza dell’inconoscibile.

Una felicità è tutta la felicità, due è come se non esistessero.

L’adattamento del Nuovo Teatro della Rosa parte da questo concetto fondamentale dell’opera. Di fronte alla ricerca della felicità, l’uomo/soldato è obbligato alla scelta, a confrontarsi con le dualità, passato e presente. Questo è l’elemento che permea l’Histoire di Stravinskij-Ramuz e che costituisce, nella nostra messa in scena, il fulcro di tutte le componenti: nella musica, la dialettica continua tra melodia e ritmo; nel testo, l’alternarsi tra prosa e versi in rima; nell’aspetto scenico la contrapposizione tra i colori; e infine nel movimento, l’innalzarsi e l’affondare. La danza e lo spazio scenico ad essa legato avranno la possibilità, in questa versione, di esprimersi nel corso dell’intera opera. Il movimento sarà, infatti, maggiormente compartecipe alla musica e al testo per enfatizzare le polarità caratteristiche dei personaggi.

PAGLIACCI

Leoncavallo scrisse in soli 5 mesi l’opera Pagliacci ed il suo debutto avvenne nel 1892, proprio sulla scia del grande successo di Cavalleria Rusticana di Mascagni. Quest’ultimo fece da apripista al genere “verista” dove ad essere protagonisti sono personaggi umili, di bassa estrazione sociale, oppressi; i dialoghi e gli eventi sono realistici ed essenziali e la storia termina sempre con un omicidio.
Leoncavallo scrive quest’opera ispirandosi ad una vicenda da lui vissuta all’età di 15 anni. Si narra che dopo la rappresentazione di uno spettacolo, uscendo dal teatro con il suo tutore, quest’ultimo venne accoltellato da un uomo travestito da pagliaccio che lo credeva l’amante della moglie. Da questo forte vissuto nasce l’idea per Pagliacci, opera scritta interamente da Leoncavallo, testo e musica. Interessante la storia dell’opera che gioca sulla relazione tra realtà e finzione, tra romanticismo e crudità, tra amore e gelosia, tra divertimento a tragedia. E’ un’opera di grande impatto emotivo e di una bellezza musicale entusiasmante: un vero capolavoro.
La produzione VinOperArte, affidando la regia a Jean Ménigault (clown di fama internazionale) vuole portare in scena tanto teatro, un lavoro attento alle caratteristiche emotive dei personaggi che attraverso la mimica facciale e fisica potranno coinvolgere maggiormente il pubblico tra colpi di scena esilaranti, risate, gag grottesche e caricaturali atte ad evidenziare tutta la drammaticità del finale che risulterà ancor più crudamente realistico.

PAGLIACCI di R.Leoncavallo e hISTOIRE DU SOLDAT di I.Stravinsky

PAGLIACCI di R.Leoncavallo e hISTOIRE DU SOLDAT di I.Stravinsky